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Il tartufo
La ricerca e l'estrazione

Ricerca ed estrazione del tartufo - Axel mentre cava il tartufo con l'aiuto di Pino
Axel mentre cava il tartufo con l'aiuto di Pino
Ricerca ed estrazione del tartufo - Axel e Pino cercano di estrarre il tartufo integro
Axel e Pino cercano di estrarre il tartufo integro
Ricerca ed estrazione del tartufo - La grinta di Axel nell'estrazione del tartufo
La grinta di Axel nell'estrazione del tartufo

Ricerca ed estrazione del tartufo - Lara impegnata nell'estrazione di un pregiato tartufo nero
Lara impegnata nell'estrazione di un pregiato tartufo nero
Ricerca ed estrazione del tartufo - Dos, infallibile fiuto per il nero pregiato!
Dos, infallibile fiuto per il nero pregiato!

La ricerca del tartufo inizia dalla scelta dei luoghi dove mettersi in caccia. Il tartufaio esperto, che già conosce la localizzazione delle tartufaie, si  muove velocemente e sa quando incitare il suo compagno di lavoro ad una  maggiore concentrazione. Quando invece, si battono nuove zone alla ricerca di "pasture" mai sfruttate, bisogna procedere più lentamente, senza trascurare nulla.
Localizzata una pianta che produce, non bisogna credere di aver scoperto una zona ad alta resa. E' infatti possibile che le piante vicine non siano produttive e che, per trovare altre piante "che danno" si debba fare molta strada. Quando si trova un tartufo, il cane che raspa deve essere avvicinato in maniera ferma, ma senza inibirlo. Se il cane ' addestrato a fare tutto il lavoro, cioè etrarre il tartufo e portarlo (nell'arte del riporto i lagotti sono maestri), non resta che controllare che l'animale raspi con perizia e non danneggi il tubero. Se invece interviene l'uomo nell'estrazione, si avvicinerà al cane e lo allontanerà garbatamente, sia mediante il comando che gli è stato insegnato sia con un amichevole gesto  della mano, accompagnato dall'offerta del bocconcino premio.
Con la "zappetta" si completerà l'estrazione del tartufo facendo attenzione a non danneggiarlo. Si prenderà un altro bocconcino per il cane e gli verrà offerto con la punta delle dita della mano che tiene il tartufo così il cane gusterà sia il premio che il profumo del tartufo ed il suo stimolo alla ricerca sarà rinvigorito.
Si riprenderà la ricerca dopo aver chiuso il buco, facendo in modo che le radici della pianta siano ricoperte perfettamente. Prima di cercare nuove "pasture", si dovrà ispezionare bene la zona anche ad una certa distanza dalla pianta, questo perchè spesso capita di trovare più di un tartufo "prodotto" dalla stessa pianta.
I tartufai esperti tengono conto i minimi dettagli come ad esempio la presenza della "mosca del tartufo", un insetto simile ad una piccola ape, con le ali azzurre, che indica prevalentemente le tartufaie di melanosporum (tartufo nero pregiato di Norcia e Spoleto), perchè manca vegetazione superficiale che copre le screpolature del terreno.
Altri possibili "indici" da notare sono le particolarità morfologiche del terreno: ad esempio, arginelli, corsi d'acqua etc.
Purtroppo, ai nostri giorni la diminuzione  delle tartufaie naturali rende molto difficile la cerca ed i ritrovamenti sono sempre più scarsi. Una buona tecnica per la scoperta di nuove tartufaie è quella di riuscire a scovare le "vecchie forate" fatte da altri tartufai.Anche per tale ragione è utile ricoprire la "forata" e mimetizzarla bene dopo aver estratto il tartufo.

Per quanto riguarda il tartufo, il suo peso medio si aggira tra i 20 ed i 60 grammi, ma se ne possono trovare di molto più pesanti, anche in base alla specie.Il Magnatum di 2,5  KG, donato al presidente degli USA, Truman, resta comunque un'eccezione.
L'estrazione del tartufo sarà più o meno secondo la profondità in cui si trova e secondo la durezza del terreno. Normalmente è collocato alla profonditàtra 10 ed i 30 centimetri; a volte però può trovarsi ad un metro di profondità. I primaticci, invece sono spesso appena sotto la superficie, per cui si devono estrarre con molta attenzione, perchè, rompendosi, si rovinerebbero soprattutto dal punto di vista della commercialibiltà.

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