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Lagotto Romagnolo da tartufi
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Il tartufo
Il tartufaio

La caccia del tartufo sebra essere uno sport antico e praticato anche dai nobili.
Fin dal 1700 i Savoia possedevano mute di cani addrestrati da esperti "trifolau", con cui divertire gli ospiti più importanti.
I tartufai moderni  possono essere suddivisi in due categorie: i dilettanti ed i professionisti. Ad accomunicare le due categorie sono l'amore per il tartufo e l'abitudine all'esagerazione, soprattutto dei tartufi trovati.
La differenza tra i dilettanti ed i professionisti non sono molte a parte il fatto che il secondo ha di solito più cani, che mette a lavoro a rotazione, mentre il primo ne ha uno solo.
Il cane deve essere con naso e deve essere in buona sintonia con il suo compagno umano. Ci sono tartufai che prediliggono "bastardini" altri invece preferiscono incroci tra due razze da caccia, altri ancora cani da caccia. Alcuni tartufai fanno saltare il pasto al loro cane per farli cercare meglio il tartufo, molto spesso ottengono solo un cane più debole, svogliato e che, se trova il tartufo tenta di mangiarlo con molta più decisione di quanto facciano i cano non affamati. Altri tartufai invece sono contrari a far saltare i pasti ai loro cani perchè credono che con tale tecnica il loro cane cerchi meno.

L'attrezzatura del tartufai è estremamente semplice, il cane a parte. Occorre soltanto una "paletta" per l'estrazione del tubero. Tale paletta può essere di diverse forme: a piccozza, vanghetta, asta, zappetta. Ognuno sceglie la forma che preferisce, molti la fabbricano personalmente, dando allo strumento qualcosa di eccentrico. Non indispensabile, ma utile, è una "cacciatora" con molte tasche dove tenere i "bocconin" premio per il cane e per custodire il "tesoro" dopo averlo raccolto.
Un buon "trifolau", in una stagione favorevole, può arrivare a raccogliere anche qualche decina di chilogrammi di tartufi e quindi, vendendoli, guadagnare molto.
Per questo, in alcune zone, la ricerca del tartufo è diventata un'importante fonte di reddito.

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