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L'olfatto è il primo senso che si sviluppa nel cane:
già a due settimane il cucciolo è in grado di annusare
e distinguere l'odore della mamma e dei fratelli e poco dopo anche
quello dell'allevatore. Il naso del cane è assai sviluppato:
parte dalle narici e prosegue per tutta la lunghezza del muso nella
cavità formata dalle ossa nasali dove è situata la mucosa olfattiva.
In un lagotto adulto, è di circa 150 cmq, ossia tre volte
più estesa di quella dell'uomo, è venti volte più
con il suo decimo di millimetro, mentre le cellule olfattive sono circa
225 milioni in confronto ai 15 milioni di quelle umane.
Come il
cane da caccia ha nel proprio patrimonio genetico un impulso particolare
alla ricerca della selvaggina, il lagotto ha nel sangue la ricerca del
tartufo.
Un'altra caratteristica che l'addestratore deve tener
presente è l'infallibile senso dell'orientamento che
questo simpatico cane possiede come eredità lontana del
lupo.
Proprio per queste ragioni, i tartufai, sostengono
che addestrare un lagotto è infinitamente più facile,
pur restando un'arte,che non addestrare un qualsiasi altro cane.
E' bene che ad addestrare un cane sia solamente una sola persona e che questa sia la stessa che il cane vede come padrone, cioè quella persona a cui riconoscere una posizione dominante e che lo accudisce, instaurando un rapporto di fiducia reciproca e dipendenza.
L'addestramento del lagotto
può cominciare già a sessanta giorni, badando a trasformare il
lavoro in gioco, senza che il cucciolo si senta sotto pressione. Si comincia
lanciando una pallina di stracci che avvolgono un piccolo pezzettino di tartufo.
Quando il cucciolo prende la pallina e al richiamo dell'addestratore, questo deve
premiarlo con una leccornia (biscottino,leccornia, etc...) e con la voce e le
carezze, mostrandogli quanto il comportamento sia apprezzato. Questo incentiva
il cucciolo a dare sempre il massimo per aver in cambio tute quelle attenzioni
che apprezza senz'altro più del premio commestibile.
Dopo il lancio
della pallina nel cortile, si prosegue con il lancio di essa in mezzo ad erba alta,
poi nascondendola dietro qualche ostacolo e infine sotterrrandola. L'importante
è che si proceda per gradi, senza mai passare al grado superiore senza
mai passare al grado superiore prima che sia stato bene appreso il passaggio
precedente. Per questo non si è parlato di tempi, in quanto
questi variano da soggetto a soggetto, anche se indicativamente si può
dire che in circa tre mesi di lavoro il cane, sarà in grado di scavare
il tartufo.
Il passaggio successivo è quelo di portare il cane
in in tartufaie naturali e farlo lavorare non più su tartufi (o simili)
nascosti da noi, ma solo su ciò che il naso permetterò di trovare.
Per ottenere un lagotto perfettamente addestrato alla ricerca e alla "forata" si considera mediamente necessario un periodo di tempo di lavoro di dieci-dodici mesi. A questo punto si può procedere con il lavoro addestramento einsegnargli a riportare il tartufo.
Si tratta di un lavoro paziente, che deve essere fatto con molta attenzione, per evitare che il cane si mangi i tartufi e prenda questa brutta abitudine. Quasi la totalità degli allevatori assicurano che un notevole numero di questi cani arriva al vertice entro il secondo-terzo anno di lavoro. cioè quando si raggiunge la stabilitàà assoluta ed esprime il massimo delle sue qualità.