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Lagotto Romagnolo da tartufi
Allevamento Amatoriale di Giuseppe Del Pinto

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Il Lagotto Romagnolo
L'addestramento

L'olfatto è il primo senso che si sviluppa nel cane: già a due settimane il cucciolo è in grado di annusare e distinguere l'odore della mamma e dei fratelli e poco dopo anche quello dell'allevatore. Il naso del cane è assai sviluppato: parte dalle narici e prosegue per tutta la lunghezza del muso nella cavità formata dalle ossa nasali dove è situata la mucosa olfattiva.
In un lagotto adulto, è di circa 150 cmq, ossia tre volte più estesa di quella dell'uomo, è venti volte più con il suo decimo di millimetro, mentre le cellule olfattive sono circa 225 milioni in confronto ai 15 milioni di quelle umane.


Addestramento di Lagotto Romagnolo - Cuccioli nella prima fase di addestramento
Cuccioli nella prima fase di addestramento
  

Come il cane da caccia ha nel proprio patrimonio genetico un impulso particolare alla ricerca della selvaggina, il lagotto ha nel sangue la ricerca del tartufo.
Un'altra caratteristica che l'addestratore deve tener presente è  l'infallibile senso dell'orientamento che questo simpatico cane possiede come eredità lontana del lupo.
Proprio per queste ragioni, i tartufai, sostengono che addestrare un lagotto è infinitamente più facile, pur restando un'arte,che non addestrare un qualsiasi altro cane.

CARATTERISTICHE DEL LAGOTTO
  • capacità di apprendimento veloce (superiore di circa 1/3 rispetto alla media degli alatri cani impiegati nella ricerca del tartufo);
  • enorme facilità nello scavare (i cuccioli già per gioco raspano il terreno con molta maggior frequenza di tutti gli altri cani);
  •  notevolissima obbedienza (un lagotto ben addestrato riporta il tartufo invece di mangiarlo);
  • scarso o nullo interesse per la selvaggina che di conseguenza non ne disturba il lavoro;
  • velocità costante e moderata, che permette al tartufaio di seguire bene il cane, e quindi di battere al meglio ogni terreno; 

E' bene che ad addestrare un cane sia solamente una sola persona e che questa sia la stessa che il cane vede come padrone, cioè quella persona a cui riconoscere una posizione dominante e che lo accudisce, instaurando un rapporto di fiducia reciproca e dipendenza.

L'addestramento del lagotto può cominciare già a sessanta giorni, badando a trasformare il lavoro in gioco, senza che il cucciolo si senta sotto pressione. Si comincia lanciando una pallina di stracci che avvolgono un piccolo pezzettino di tartufo. Quando il cucciolo prende la pallina e al richiamo dell'addestratore, questo deve premiarlo con una leccornia (biscottino,leccornia, etc...) e con la voce e le carezze, mostrandogli quanto il comportamento sia apprezzato. Questo incentiva il cucciolo a dare sempre il massimo per aver in cambio tute quelle attenzioni che apprezza senz'altro più del premio commestibile.
Dopo il lancio della pallina nel cortile, si prosegue con il lancio di essa in mezzo ad erba alta, poi nascondendola dietro qualche ostacolo e infine sotterrrandola. L'importante è che si proceda per gradi, senza mai passare al grado superiore senza mai passare al grado superiore prima che sia stato bene appreso il passaggio precedente.  Per questo non si è parlato di tempi, in quanto questi variano da soggetto a soggetto, anche se indicativamente si può dire che in circa tre mesi di lavoro il cane, sarà in grado di scavare il tartufo.
Il passaggio successivo è quelo di portare il cane in in tartufaie naturali e farlo lavorare non più su tartufi (o simili) nascosti da noi, ma solo su ciò che il naso permetterò di trovare.

Per ottenere un lagotto perfettamente addestrato alla ricerca e alla "forata" si considera mediamente necessario un periodo di tempo di lavoro di dieci-dodici mesi. A questo punto si può procedere con il lavoro addestramento einsegnargli a riportare il tartufo.

Si tratta di un lavoro paziente, che deve essere fatto con molta attenzione, per evitare che il cane si mangi i tartufi e prenda questa brutta abitudine. Quasi la totalità degli allevatori assicurano che un notevole numero di questi cani arriva al vertice entro il secondo-terzo anno di lavoro. cioè quando si raggiunge la stabilitàà assoluta ed esprime il massimo delle sue qualità. 

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